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Reporter Mantova | December 18, 2017

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SI’? NO? FORSE…

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COP 23 2016

SI’?  NO?  FORSE…

Dopo mesi di parole e polemiche, il 4 dicembre si va finalmente al voto. Ecco tutto ciò che c’è da sapere sul Referendum costituzionale, tra favorevoli e contrari 

Referendum, gli italiani chiamati a “svoltare”

Dopo mesi di polemiche, il 4 dicembre finalmente si vota In ballo la riforma dello Stato. E il futuro politico di Renzi

Ci siamo quasi. Dopo mesi e mesi di polemiche, spesso strumentali, domenica 4 dicembre gli italiani sceglieranno se approvare oppure no la riforma costituzionale Boschi-Renzi. In un paese che, complice anche la prolificità in materia dei Radicali, non si è fatto mancare nulla in materia referendaria, quello in arrivo si presenta davvero con i crismi del “padre di tutti i referendum”. Nulla a che vedere, per intenderci, con l’assurdo quesito di qualche mese relativo alle trivellazioni in mare aperto. Nelle matite degli italiani il prossimo 4 dicembre è in gioco il futuro, quanto meno quello prossimo, del sistema istituzionale. SENZA QUORUM La riforma costituzionale approvata lo scorso 12 aprile in quarta lettura alla Camera, oggetto del referendum del 4 dicembre, non necessità di alcun tipo di quorum per essere valida. Se quindi il Sì supererà il 50% dei voti la riforma della Costituzione verrà approvata ufficialmente, in caso contrario tutto resterà com’è oggi anche se probabilmente ci troveremo con un nuovo Presidente del Consiglio dato che Matteo Renzi ha dichiarato che potrebbe dimettersi in caso di vittoria del No. COSA SI VOTA? La riforma costituzionale, in caso di vittoria del Sì, apporterà un riassetto dei poteri delle due Camere del Parlamento, con il Senato che avrà un ruolo alquanto marginale nel processo legislativo che non riguarda le materie di sua competenza. Quindi, grazie alla riforma costituzionale il Governo avrà più poteri, perché sarà solamente una Camera ad approvare la maggior parte delle leggi e a concedergli la fiducia. Senza dimenticare che con la nuova legge elettorale dell’Italicum la lista che raggiungerà il maggior numero di voti alle elezioni politiche otterrà un premio di maggioranza molto alto e di conseguenza avrà il maggior numero di seggi alla Camera dei Deputati. Molto importanti, dopo anni di annunci, le abolizioni dell’inutile Cnel e la riduzione del numero dei parlamentari (da quasi mille a poco più di 700). LE POSIZIONI IN CAMPO A difendere la riforma promuovendo il Sì al voto referendario c’è la maggior parte del Partito Democratico. A Mantova il Pd sembra essere compatto nel dire Sì, cosa non scontata in altre zone d’Italia soprattutto dove è forte la rappresentanza bersaniana e lettiana. Dall’altra parte dello schieramento un melting pot politico-antropologico che mette insieme, per una volta, leghisti e grillini, rifondaroli e missini, partigiani e berlusconiani. Un quadro mai visto prima in Italia che rende ancora più incerto l’esito del voto.

 

 

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